Osservare l’attività del sole tramite i disturbi ionosferici (SID)

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Tra le molteplici tecniche di osservazione disponibili per l’osservazione del sole sta suscitando grande interesse tra gli astrofili l’osservazione dei disturbi ionosferici, chiamati brevemente SID (Sudden Ionospheric Disturbance).

Come sappiamo il sole inonda continuamente lo spazio di radiazioni su svariate frequenze. Quando avvengono dei brillamenti (flares) il flusso delle radiazioni ultraviolette, di raggi X e addirittura raggi gamma aumenta sensibilmente colpendo la parte illuminata del globo terrestre. Queste radiazioni sono altamente energetiche e riescono a ionizzare gli strati D ed E della ionosfera posizionati tra i 48 e i 150 km, aumentandone lo spessore.

L’inspessimento dello strato D in particolare è legato ad una variazione della capacità di riflessione dei segnali radio da parte della ionosfera. Mentre i segnali ad onde corte sono nettamente penalizzati, al punto da rendere irraggiungibili le stazioni lontane che trasmettono su queste frequenze, quelli a bassissima frequenza sono riflessi in modo più efficiente. Possiamo quindi registrare i flare semplicemente osservando la variazione dell’intensità dei segnali su queste frequenze.

Purtroppo er osservare questi segnali radio abbiamo bisogno di una stazione che trasmetta a frequenze molto basse ed è qui che entrano in gioco gli apparati spesso di carattere militare. Le stazioni di trasmissione per queste frequenze non sono realizzabili in piccola scala e meno ancora a livello amatoriale data l’enormità degli impianti necessari e la altissime potenze di trasmissione utilizzate.

Le stazioni VLF (Very Low Frequencies) sono quei pochi centri di trasmissione e ricezione sparsi su tutto pianeta che trasmettono a frequenze tra 3 e 30 kHz. Sono solitamente stazioni militari o radar che trasmettono solamente segnali codificati, data anche l’impossibilità di codificare anche solo un banale segnale vocale a queste frequenze. Quello che interessa chi studia il sole non è il contenuto di questo messaggio, ma la variazione dell’intensità del segnale stesso, soprattutto da quelle stazioni che trasmettono costantemente.

SID del 22 febbraio 2022
Figure 1. SID del 22 febbraio 2022

In questa rilevazione effettuata da Roberto Battaiola della Sezione Sole dell’UAI si nota chiaramente l’evento di intensità M1.4. In questo caso il brillamento ha causato un effetto inverso a quello tipico causando un peggioramento della propagazione dei segnali (picco negativo). L’altro picco negativo precedente è invece normale ed avviene ogni giorno quando sorge il sole. L’orgine del segnale è HWU originato dal trasmettitore vicino Rosnay nella parte centrale della Francia Tra le varie stazioni VLF quelle più interessanti sono quelle più lontane. Il segnale dovrà rimbalzare più volte sulla ionosfera per raggiungere il nostro ricevitore evidenziando ulteriormente l’effetto del brillamento sulla ionosfera. Purtroppo però un segnale lontano è anche molto più attenuato e quindi più difficile da ricevere. Dall’Italia sono particolarmente interessanti soprattutto le stazioni HWU (Rosnay, Francia), ICV (Isola Tavolara, Sardegna), ma anche DHO (Germania), JXN (Norvegia), FTA (Francia), GQD (Regno Unito)

Questi che seguono sono altri eventi registrati sempre da Roberto Battaiola usando il segnale HWU di Rosnay.

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Figure 2. SID del 22 febbraio 2022
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Figure 3. SID del 14 marzo 2022
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Figure 4. SID del 15 marzo 2022
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Figure 5. SID del 20 marzo 2022
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Figure 6. SID del 28 marzo 2022

Anche AAVSO conduce un programma osservativo sui SID. A questo link potete leggere il bollettino di marzo 2022 relativo ad osservazioni fatte sul territorio americano. Se siete interessati a questo tipo di osservazioni scriveteci a nostro indirizzo email e iniziate a partecipare e a condividere le vostre esperienze osservative sul sole.

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